Porsche 356: storia ed evoluzione


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La
ditta Dr. Ing. h.c. F. Porsche GmbH di Stoccarda venne iscritta
nel registro di commercio il 25 Aprile 1931. Il Prof. Porsche aveva
posto così le basi di un'attività nel campo della progettazione
e costruzione di automobili, ma a quell'epoca non poteva certo prevedere
che sarebbe diventato uno dei maggior costruttori di automobili sportive
del secolo.
Risale al 1932 in'invenzione, ideata e brevettata dal Prof. Porsche,
che merita di essere considerata attentamente: la barra di torsione,
che in seguito verrà utilizzata da numerose case automobilistiche.
A brevissima distanza di tempo, lo studio Porsche progettò
poi una vettura da corsa, ma solo per avere un progetto nel cassetto.
La sua costruzione venne intrapresa dalla Auto Union, e negli anni
1934/37 ottenne successi e record su tutti i circuiti del mondo.
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Nel
1934 la Porsche ricevette l'incarico, da parte dell'Associazione automobilistica
tedesca, di progettare un'utilitaria denominata "Volkswagen",
oltre alla progettazione e costruzione della fabbrica Volkswagen stessa,
impegno che si protrarrà sino allo scoppio della guerra.
Dopo
il conflitto bellico Ferdinand Porsche venne imprigionato dai francesi,
nel frattempo il figlio, Ferry Porsche aveva aperto un'officina di riparazione
a Gmund in Carinzia , all'epoca le poche commesse di nuovi progetti
lo costrinsero a riparare automobili.
Ferry
intanto stava lavorando ad una sua idea: una vettura sportiva su base
Maggiolino Volkswagen. |
Fu
la nascita del primo modello Porsche 356, pronto nel 1948.
Iniziò
qui la leggenda della Porsche 356, costruita con elementi scatolati
saldati al telaio, a formare un corpo unico. La linea già di
buona aerodinamica consentiva di sfiorare i 140 km orari con soli 40
CV di potenza . La meccanica dei primi modelli era di stretta derivazione
Volkswagen, e la carrozzaria dei primi 48 modelli di Gmund era stata
realizzata interamente a mano in fogli di alluminio battuto su forme
in legno.
Pur essendo ancora quasi sconosciuta già nel 1950 le prime
tre 356 sbarcarono negli Stati Uniti per essere vendute dal famoso importatore
di New York Max Hoffman.
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L'anno successivo, quando l'avvio della produzione congiuntamente alla
Reutter consentì di aumentare il volume di vendita altre 32 auto
raggiunsero l'America. Nel frattempo gli stabilimenti si trasferivano
dalla vecchia sede di Gmund alla attuale sede di Stoccarda.
Nel marzo 1951 fu completata la cinquecentesima 356, e al salone
di Bruxelles dello stesso anno fece la comparsa il nuovo propulsore
con cilindrata 1500 cmq, un motore con il quale veniva a cessare ogni
parentela con il Maggiolino. |
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Nel settembre 1952 la motorizzazione 1500cmq, dietro pressione di una parte
della clientela, cominciò ad essere offerta in due verioni:
la normale e la Super. Nel 1952 veniva presentata l'America Roadster,
una strana Porsche con carrozzeria aperta. Si trattava del tentativo
di proporre una versione leggera e sportiva alla clientela che desiderava
una Porsche competitiva in termini di prestazioni. Si aprì
così la strada al famoso e fortunato modello Speedster.
Nel marzo 1956, contemporaneamente al 25ยก anniversario della
ditta, venne festeggiata la produzione della decimillesima Porsche
356. Questa vettura che prese il nome "356 A", era leggermente
modificata rispetto al modello precedente. |
La linea
rimase comunque quasi invariata, anche se ora si faceva notare il
nuovo parabrezza incurvato.La
gamma dei motori si fece più ricca offrendo potenze fino a
75 CV. Ma la vera regina era (ed è) la Carrera, la quale montava
un motore a 4 alberi a camme di nuova concezione e poteva erogare
ben 100 CV.
Al salone di Francoforte del 1957 la 356 A venne presentata
con alcune modifiche. Si notavano subito i nuovi fanali posteriori
ed i rostri del paraurti posteriore che contenevano anche lo scarico.
Nel 1958, alla nuova serie, mancava lo Speedster che venne
sostituito dalla Convertible, che aveva un parabrezza leggermente
rialzato e finestrini laterali abbassabili.
Nel 1959 seguì la 356 B che si distaccò sempre
più dal modello che l'aveva preceduta. I proiettori vennero
sistemati più in alto e conseguentemente anche i paraurti.
Per quanto riguarda i motori a quel tempo esisteva il tipo 616, un
1600 con 60, 75 e 90 CV a scelta.
Nel 1961 la 356 B venne di nuovo completamente rielaborata,
catturavano l'attenzione dello spettatore sia il cofano anteriore
ingrandito, sia le due griglie di raffreddamento sul cofano motore. |
Alla
fine del 1961 venne anche presentata la 356 B Carrera GS/GT con un motore
di 2 litri e potenza di 130 CV, per la prima volta, su questa serie,
vennero montati freni a disco.
Con il 1963 iniziò anche la nuova serie delle 356 identificate
nel modello C. Esteriormente la C era quasi identica al modello precedente,
ma fu dotata di freni a disco sulle quattro ruote come equipaggiamento
di serie. Riguardo ai propulsori c'erano i 1600 C da 75 CV e lo SC di
95 CV ed infine il Carrera 2000 GS.
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| Nell'aprile
del 1965 uscì dalla catena di montaggio di Zuffenhausen
l'ultima 356, una cabriolet destinata alla polizia. Da quando si era
dato inizio alla serie 356 erano state costruite 79.319 vetture. Al
salone dell'automobile di Francoforte del 1963 la Porsche presentò
il modello 901, ma per noi questa è un'altra storia. |
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